Non destano preoccupazioni i livelli di diossine e PCB nei residenti

A tre anni dall’avvio dell’impianto non destano preoccupazioni i livelli di bioaccumulo di PCDD (policloro-dibenzo-p-diossine), PCDF (dibenzofurano policlorurato) e PCB (policlorobifenili) nei residenti intorno all’inceneritore di Torino.

Sono queste le principali conclusioni riportate sul decimo report SPoTT, presentato al Comitato Locale di Controllo sul Termovalorizzatore di Torino nella seduta di venerdì 22 febbraio.  I risultati sono relativi ai prelievi effettuati nel giugno 2016, tre anni dopol’entrata in funzione dell’impianto, su un campione di circa 100 persone residenti in Torino e in alcuni comuni limitrofi (Orbassano, Rivalta, Grugliasco, Beinasco). In più sono stati coinvolti anche 13 allevatori con aziende situate in un raggio di 5 Km intorno all’impianto.  Nel giugno del 2013, subito prima dell’entrata in funzione, si era svolto il primo controllo.

Il Programma SPoTT, nei suoi primi 5 anni di attività, ha permesso di aumentare le conoscenze scientifiche sull’impatto che la combustione controllata dei rifiuti può avere sulla salute della popolazione ed ha contribuito a creare un clima di dialogo tra la cittadinanza e le principali istituzioni coinvolte. Per questo motivo è stato proposto, e avallato dal Comitato Locale di Controllo, di proseguire lo studio fino al 2022.

Gli ultimi risultati dei prelievi effettuati all’interno del Programma SPoTT, sui livelli di metalli, PCB e diossine riscontrati nelle persone campionate, saranno illustrati in un’assemblea pubblica mercoledì 20 marzo alle 20,30 alla Cascina Roccafranca a Torino.

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