Torino, Modena e Parma: 3 Progetti a confronto

Biomonitoraggio. Un termine che chi segue gli sviluppi del Programma SPoTT ha imparato a conoscere. In altre parole, è la misurazione della concentrazione di sostanze chimiche e/o dei loro metaboliti all’interno del corpo umano, in particolare nell’urina, nel sangue, nel latte materno, sulle unghie o i capelli. Da questa attività siamo partiti per mettere a confronto SPoTT con altri due studi di sorveglianza sanitaria condotti in Italia.. Parliamo del Progetto AIA di Modena (Sorveglianza e biomonitoraggio di una coorte di modenesi residenti nell’area circostante l’impianto di incenerimento urbano) e del Progetto PSS-PAIP (Progetto di Sorveglianza degli effetti sanitari diretti e indiretti dell’impianto di trattamento rifiuti di Parma – PAIP).

In Emilia-Romagna sono attualmente in funzione otto impianti di incenerimento di rifiuti solidi urbani, diversi dei quali hanno negli anni subito modifiche e ammodernamenti. Al fine di venire incontro alle esigenze della popolazione di maggior chiarezza sui rischi che le emissioni derivanti dall’incenerimento di rifiuti possono avere sulla salute umana e sull’ambiente, la regione Emilia Romagna ha da anni sviluppato studi epidemiologici mirati a valutare gli effetti sia sui lavoratori degli impianti sia sulle popolazioni residenti. Tuttavia, tali studi (ricordiamo in particolare lo studio Moniter, conclusosi nel 2009) hanno lasciato aperte numerose discussioni. In tale contesto si inseriscono il Progetto di Modena, coordinato dal Dott. Goldoni del Servizio di Epidemiologia e quello di Parma, coordinato dal Dott. Impallomeni del Dipartimento di Sanità Pubblica.

In tutti e tre i progetti il biomonitoraggio fa la parte del leone dal punto di vista economico ed organizzativo. E’ interessante però confrontare le principali specificità.

Partendo dalla definizione delle aree di deposizione delle emissioni degli inceneritori, tutti e tre i Progetti hanno selezionato un certo numero di residenti all’interno di tale area. SPoTT e AIA hanno inoltre selezionato un gruppo di residenti al di fuori dell’area di esposizione (chiamato campione “di controllo”). Nel complesso il biomonitoraggio è stato proposto a 170 Parmensi, a circa 500 residenti a Torino e cintura e 1000 Modenesi.  Torino e Parma hanno coinvolto nel biomonitoraggio anche i lavoratori degli impianti.

La scelta di Spott è stata quella di cercare un elevato numero di sostanze (almeno tutte quelle presenti nell’autorizzazione integrata ambientale comprese diossine e policlorobifenili).  Modena invece ha privilegiato la determinazione su matrici ancora poco diffuse quali le unghie mentre Parma ha dedicato particolari risorse alla determinazione di sostanze negli alimenti coltivati nelle zone vicino agli impianti: in particolare latte, fieno, uova, pomodoro, frumento, cucurbitacee.  Coerentemente con i risultati ottenuti dallo studio pilota condotto da Ranzi (vedi recensione nelle notizie sottostanti) sia Torino sia Modena hanno scelto di ricercare alcuni tipi di IPA nelle urine; Parma indaga la presenza di alcuni idrocarburi volatili (i cosiddetti BTEX).

Mentre l’impianto di Modena è attivo da più di 20 anni, quelli di Torino e Parma sono entrati a pieno regime da pochi mesi: questo ha permesso di attivare una campagna di biomonitoraggio prima dell’accensione. Le successive raccolte e analisi di indicatori di esposizione permetteranno di valutare eventuali cambiamenti.

Il gruppo di lavoro SPoTT si è incontrato con responsabili e collaboratori dei progetti emiliani, dando vita ad un utile tavolo di confronto. Discutere sulle differenti scelte effettuate è lo stimolo per  identificare le strategie migliori da attuare in futuro. Cosiccome integrare risultati e competenze contribuisce a far crescere le conoscenze scientifiche sull’impatto che gli inceneritori di rifiuti possono avere sulla salute umana.

Nella tabella sottostante vengono riassunte le peculiarità dei tre Progetti:

 

SPoTT

AIA

PSS-PAIP

   LINEE ATTIVITÀ

1. Biomonitoraggio Residenti
2. Sorveglianza sui lavoratori
3. Monitoraggio Epidemiologico-effetti a breve termine
4. Sorveglianza epidemiologica-effetti a lungo termine

1: Biomonitoraggio Trasversale
2: Studio di coorte storica su banche dati

1. Sorveglianza di matrici agro-zootecniche
2. Biomonitoraggio su persone esposte al luogo di lavoro
3. studio di coorte su pazienti asmatici

MODELLO DI    BIOMONITORAGGIO

confronto tra popolazione esposto e popolazione non esposta alle emissioni dell’inceneritore
Confronto nel tempo: prima dell’accensione, dopo 1 anno e dopo 3 anni

confronto tra residenti all’interno dell’area di interesse ma a livelli diversi di esposizione

Biomonitoraggio su persone esposte sul luogo di lavoro senza gruppo di controllo non esposto

CAMPIONE

Residenti: 196 esposti + 196 non-esposti (M/F, 35-69 anni, estratto dalle anagrafi delle aree interessate)
lavoratori: 70
allevatori: 20

1000 residenti in diverse aree di esposizione, M/F, 18-69 anni

circa 170 persone in area di esposizione suddivise tra:
Detenuti e dipendenti degli Istituti  Penitenziari di Parma  Lavoratori inceneritore

ANALITI CERCATI

19 metalli pesanti
11 OH-IPA
17 congeneri di diossine* 
42 congeneri di PCB*
*solo su un sottogruppo 

12 metalli pesanti , 11 OH-IPA (urine su 500 soggetti)
 4 metalli pesanti (unghie su 500 persone)

metalli,
idrocarburi aromatici leggeri (benzene, BTEX, stirene)

MATRICI BIOLOGICHE

urine
sangue

urine
unghie

urine